lunedì 31 dicembre 2012

Il Play Store e le applicazioni

Market Android

Una delle migliori caratteristiche degli smartphone moderni è sicuramente la possibilità di personalizzare l'esperienza utente tramite l'installazione di applicazioni. Qualsiasi sistema operativo mobile che abbia l'ambizione di conquistare una fetta di mercato non può prescindere ormai dall'offrire agli utilizzatori un'ampia scelta di programmi che assolvano i compiti più disparati.

Ma non solo. L'offerta infatti, oltre ad essere la più variegata possibile, deve anche soddisfare dal punto di vista grafico oltre che qualitativo: non basta che sia semplicemente funzionale ad uno scopo, deve anche essere intuitiva e apprezzabile dal punto di vista estetico. Un ottimo esempio, in negativo, è Symbian, il sistema di Nokia che per diversi anni ha dominato nel settore della telefonia. A causarne il crollo, oltre ad altri fattori, è stata l'incapacità/impossibilità  di tenersi al passo con la concorrenza proprio nel campo degli store di applicazioni.

Veniamo ora al dunque: quali sono le politiche adottate da Mountain View per far crescere il suo Google Play mantenendo elevati standard qualitativi oltre che quantitativi? Come spesso accade queste politiche sono basate su una grande libertà in quanto chiunque può dedicarsi allo sviluppo per Android, semplicemente scaricando i software necessari. Gratuitamente.

Per quanto riguarda la qualità è invece necessario dire che, nonostante il grandissimo numero di API (sempre in aumento) messe a disposizione degli sviluppatori, capita sovente che i programmi per Android siano, seppur di poco, inferiori a quelli presenti sull'Apple Store. Tutto questo è dovuto alle condizioni molto più  vincolanti che vengono imposte nel mondo Apple e che personalmente non apprezzo. Meglio un po' di libertà in più che una grafica  (seppur leggermente) migliore. Detto questo va comunque precisato che la crescita esponenziale del Google Play Store sta velocemente colmando anche quel poco gap che è rimasto.

Sicuramente più controversa è la questione dei malware che alcune volte si celano all'interno delle applicazioni. Potremmo dire che si tratta del classico rovescio della medaglia, dovuto chiaramente alla libertà che viene data nello sviluppare e nel pubblicare le app.

Google ha già dato prova di volersi muovere in maniera sempre più decisa nel contrastare questi pericoli: prima annunciando Bouncer (febbraio 2012), un servizio che scansiona i programmi pubblicati sul market alla ricerca di codici malevoli, e poi inserendo un antivirus nativo nell'ultima versione del sistema, la 4.2, il quale effettua una scansione al momento dell'installazione rilevando eventuali pericoli.

La strada imboccata è quindi quella giusta e, sebbene l'antivirus abbia dato prova di scarsa affidabilità, confidiamo che si continuerà a insistere sul tema della sicurezza con sempre maggiore efficacia. Per ora, a mio parere, il miglior sistema per mantenere protetti i propri device resta il buon senso:

  • Non scaricare Apk sospetti, in particolare dalla rete o da market alternativi;
  • Non aprire link dei quali non si conosce la provenienza;
  • Fare attenzione durante la navigazione web.

Come sempre vi invitiamo a esprimere il vostro parere sull'argomento.

Articolo a cura di Roberto Dettori

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